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Benvenuti
a Venezia! Venezia con le sue terre è particolarmente ricca di musei
ed edifici storici di gran valore artistico e culturale.
Piazza
San Marco e Basilica San Marco: Superbo esempio di stile
romanico-bizantino, con copertura a cinque cupole, fu in origine (X
sec.) costruita per custodire il corpo dell'evangelista Marco. La
facciata, su cui si aprono cinque portali, è decorata da preziosi
marmi e mosaici e divisa in due parti da una terrazza, sulla quale
poggiano i Quattro Cavalli di rame dorato inviati da Costantinopoli al
doge Enrico Dandolo nel 1204 (copie degli originali custoditi
all'interno).
Splendidi
i mosaici dell'atrio che raccontano storie della Bibbia. L'imponente
interno, a croce greca, è ricco di dipinti e sculture. Di particolare
interesse i mosaici di origine veneto-bizantina, in parte ricostruiti
su cartoni di Tiziano, Tintoretto e Veronese. Il Campanile, a fianco
della Basilica, faceva un tempo da faro ai naviganti. Ai suoi piedi,
una loggetta cinquecentesca, opera di J. Sansovino Museo Ca'
Rezzonico: Ca' Rezzonico, in uno splendido palazzo di Baldassarre
Longhena, una ricca dimora veneziana ospita una preziosa raccolta di
mobili e dipinti del Settecento veneziano. Di grande interesse le
sontuose sale e gli affreschi di G.B. Tiepolo, J. Guarana e F. Guardi
e, al terzo piano, la Pinacoteca Egidio Martini con quasi 300 opere.
Biblioteca Marciana veneziana: L'edificio della Libreria, opera di
Jacopo Sansovino, fu eretto dal 1537 al 1553, limitatamente alle prime
sedici arcate. L'opera di decorazione si protrasse fino al 1560.
Nel
1588 Vincenzo Scamozzi intraprese la costruzione delle ultime cinque
arcate verso il molo. La costruzione è a un solo piano, oltre al
terreno. Dal portale, ornato da due cariatidi ideate dal Vittoria, si
accede ad uno scalone decorato da stucchi del Vittoria e da pitture di
Battista Franco e Battista Dal Moro. Si accede all'interno della
Libreria per una nobile scala a due rampe, con soffitto a volta e
ripiani a cupola. Lungo la scala sono collocate sei colonne romane di
marmi rari, provenienti dalla Basilica di S. Maria in Cannedolo di
Pola. Al primo piano si nota nell'andito, a sinistra, uno dei
rarissimi esemplari rimasti della magnifica veduta di Venezia a volo
d'uccello di Jacopo de' Barbari (anno 1500), capolavoro d'arte e
insieme riproduzione, di assoluta precisione, della reale forma della
città. Il Vestibolo venne concepito dal Sansovino come sala destinata
a lezioni di materie umanistiche, rivolte a patrizi e cittadini. Nel
1587 il patriarca di Aquileia Giovanni Grimani decise di donare alla
Repubblica la sua raccolta di statue e rilievi antichi, soprattutto
greci; e il luogo prescelto per riporre la preziosa collezione fu il
Vestibolo, che venne così trasformato - su disegno del patriarca
stesso e di Vincenzo Scamozzi - in Museo Statuario della Repubblica.
Oggi rimangono sul posto solo pochi pezzi, tutti di arte romana. Gli
altri sono conservati al Museo Archeologico di Venezia. Il soffitto
ricoperto da un colonnato, pittura "trompe-l'oeil" di
Cristoforo e Stefano Rosa (1559 ca.); al centro La Sapienza di Tiziano
Vecellio (1560).
Attraverso
un nobile portale si accede alla sala della Libreria, il vero cuore
dell'edificio, costruito appositamente per ospitare la raccolta
libraria della Repubblica. Alle pareti vennero collocati, tra il 1562
e il 1572, numerosi ritratti di antichi Filosofi per ricreare un
ambiente simile a quello delle biblioteche dell'antichità. A questo
ciclo partecipò anche il grande escluso dal ciclo del soffitto,
Tintoretto, che peraltro era già stato attivo nella decorazione del
Vestibolo, con tele oggi disperse in varie collezioni.
I
due Filosofi al lato del portale sono di Paolo Veronese. Sulla
sinistra, i primi due sono dello Schiavone. Seguono quattro Filosofi
di Tintoretto (il più ammirato di essi era un tempo Diogene, il
penultimo della parete). Del Tintoretto sono anche i due sulla parete
di fondo. Università di Venezia Cà Foscari: Attualmente sede di una
delle facoltà dell'Università di Venezia, rappresenta l'esempio più
completo di architettura tardo gotica nella città lagunare: l'ampio
cortile del palazzo, protetto da mura merlate, un tempo ospitava la
caratteristica scala scoperta, abbattuta nel XVIII secolo. Isola di
Burano: Collocata a Sud-est di Mazzorbo, guarda a nord a Torcello, a
Sud a S.Erasmo e a San Francesco del Deserto. Con i suoi 5mila
abitanti è il più importante centro della laguna nord. E' collegata
a Venezia - Fondamente Nuove - attraverso le linee pubbliche di
navigazione dell'Actv. Densamente urbanizzata, l'isola conserva poco
del suo aspetto naturale.
Burano,
o la Boreana, deve il nome ad una delle porte di Altino, da cui venne
fondata. Quando Torcello era una città, Burano ne era un vicus,
ovvero una borgata. Burano offre spunti di assoluto interesse per i
cromatismi delle sue abitazioni popolari, dipinte con colori vivaci e
contrastanti e per le sue attività economiche, la produzione di
merletti e la pesca. La leggenda narra che proprio grazie ad un
pescatore sia nata la tradizionale produzione tessile artigiana.
Costui infatti, avendo resistito al canto delle sirene in nome della
sua bella, che lo attendeva a Burano, avrebbe ricevuto dalla regina
dei flutti una corona di schiuma per ornare il capo della sua sposa.Le
amiche della diletta, invidiose e conquistate dalla bellezza del velo,
avrebbero cercato di imitarlo, dando così inizio ad una scuola di
tradizione centenaria.
Importanti
anche gli esempi di architettura sacra, che sopravvivono solo in
parte. Erano quattro le costruzioni religiose esistenti fino all'età
napoleonica che cadevano sotto la diocesi di Torcello: Santa Maria
delle Grazie, detta le Capuccine, ancora esistente ma sconsacrata, San
Mauro, San Vito e San Martino Vescovo, chiesa parrocchiale ancora
esistente. Isola di Murano : Divisa in nove isolette, attraversata da
un ampio canale, Murano è l'isola del vetro soffiato: una tradizione
antica, tuttora vivissima, che ha visto impegnate in questa magica
lavorazione intere generazioni di muranesi. Il Museo del Vetro
(orario: da novembre a fine marzo 10.00-16.00; da aprile a ottobre
10.00-17.00. Chiuso mercoledì) è oggi meta irrinunciabile per chi
voglia documentarsi sull'arte della produzione vetraria a Venezia. A
Palazzo Giustiniani, un tempo prestigiosa sede dei Vescovi di
Torcello, il museo presenta una ricchissima collezione di oggetti e
vetri decorati prodotti dal XV sec. ai giorni nostri, testimonianze
dei mutamenti del gusto e dello stile, della sperimentazione di nuove
tecniche, di una tradizione a cui l'isola deve la propria ricchezza e
notorietà. A poca distanza dal museo, la Basilica dei Santi Maria e
Donato (orario: da lunedì a sabato 9.00-12.00/15.30-19.00. Domenica
15.30-19.00) rappresenta uno dei migliori esempi di stile
veneto-bizantino: interessanti le decorazioni esterne dell'abside e,
all'interno, i mosaici del pavimento con motivi ornamentali che
risalgono all'epoca della costruzione della basilica (1140).
Delle
originali decorazioni interne rimane un mosaico bizantino mentre la
lunetta sopra la porta del Battistero fa da cornice a un dipinto di L.
Bastiani (1484). Teatro La Fenice Inaugurato nel 1792, distrutto dal
fuoco per ben due volte nel 1836, e recentemente, nel 1996, il Teatro
la Fenice era il più importante di Venezia e uno dei più eleganti
teatri italiani. Dopo anni di lavori è stata restituito ai Veneziani
e al mondo nel mese di dicembre 2003. Momentaneamente comunque gli
spettacoli si tengono al Palafenice Itinerari: Venezia Classica Se il
Sestiere di San Marco è il cuore di Venezia, Piazza San Marco ne è
certo il centro pulsante. Definita da molti 'il più bel salotto del
mondo', questa piazza è da sempre il centro della vita veneziana, con
i suoi celeberrimi caffè e l'atmosfera allietata dalla musica.
Formata da un complesso artistico di edifici, i quali, anche se
stilisticamente differenti, sono ormai divenuti un tema
urbanisticamente unitario.
Il
sestiere di Castello Il sestiere di Castello fu uno dei primi nuclei
abitativi della città (V-VI secolo). Il sestiere prende nome dal
castello che vi sorgeva, con funzione di difesa dagli attacchi dal
mare. A Castello si trova l'imponente edificio dell'Arsenale, per
secoli il più grande del mondo Il sestiere Canareggio Il nome ha due
possibili origini: da Canal Regio, cioè canale principale per il
collegamento via acqua con la terraferma, oppure per la grande
estensione dei canneti esistenti nei tempi passati, che rimanda al
nome regio cannarum. La stazione ferroviaria di Santa Lucia, poichè
costruita sull'area dell'omonima chiesa, soppressa con gli editti
napoleonici del 1806, ha il numero 1 di anagrafico del sestiere. Il
sestiere San Polo E' quello di minor dimensioni. Una caratteristica
che contraddistingue questo sestiere è la fitta compresenza di 'casa
e bottega' cioè di abitazione e luogo produttivo. A San Polo, ma non
solo, è marcata una vocazione veneziana di antica e nobile
ascendenza: quella della buona tavola.
Il
gusto per il cibo è qui diffuso e onorato, anche nelle sue
espressioni più semplici e popolari: ecco che qui si trovano molte
osterie e bacari in cui è possibile trovare i piatti tipici della
cucina veneziana e assaporare i rinomati 'cicheti' (stuzzichino
infilzato da uno stecchino). Il sestiere di Santa Croce Si trova a
nord-est della città e, tramite Piazzale Roma, collega Venezia alla
Terraferma. Tutta questa zona ha subito molte demolizioni e e
trasformazioni, iniziando dal 1810 con l'abbattimento della chiesa e
del monastero di santa Croce che davano il nome al Sestiere. Nell'area
vennero sistemati i giardini Papadopoli simili ai parchi inglesi,
ideati dal Bagnara e oggi aperti al pubblico, ma totalmente mutati.
Il
sestiere di Dorsoduro Si estende nella parte meridionale della città,
inizia dalla Punta della Dogana, la quale si inserisce nel bacino di
S.Marco come la prua di un battello. La 'dogana da mar' della
repubblica fu costruita nel XVII secolo e si compone di molti
magazzini circoscritti dietro la facciata. Termina con la torre
quadrata, sopra la quale alcune statue in bronzo sorreggono la palla
dorata dove poggia la Fortuna, opera di Bernardo Falcone. Doppiando la
Torre con la Fortuna, si arriva alle Zattere, un lungo molo che
conduce a Santa Marta. Costruito nel 1516, serviva per scaricare il
legname proveniente dal Cadore attraverso le vie fluviali, che
giungeva a Venezia trasportato su zatteroni, da cui il toponimo.
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